Il Design si espande nei luoghi dimenticati, e sempre più ricercati: tunnel e gallerie (al 100% gallerie, etimologicamente parlando) si riappropriano degli spazi che un tempo erano abitati, poi disabitati, poi abbandonati.

Adesso rivivono: stiamo parlando dei Magazzini Raccordati che si trovano esattamente sotto i binari della Stazione Centrale di Milano.

In realtà già da 6 anni, questi luoghi (e apparentemente non-luoghi) hanno preso vita durante le precedenti edizioni della Settimana per eccellenza, quella del Mobile.

Luoghi, spazi che collegano e fanno comunicare due mondi, Via Sammartini e Via Ferrante Aporti, e che pian piano gridano al mondo la loro forza ed energia.

Tunnel rigenerati: quest’anno ne sono stati aperti al pubblico 18 su 28 esistenti. Questo grazie a DROP CITY il centro per l’architettura e il design nei tunnel ferroviari di via Sammartini a Milano.

Questo habitat di arte e condivisione, per tanto tempo sepolto nella fretta della città meneghina, ospita e custodisce una serie di esposizioni che parlano del design nei luoghi, spesso dimenticati, o che spesso non vogliamo nemmeno pensare: quelli di confine, al limite; le carceri, le celle. Luoghi che ci sono ma non ci sono. Esistono, ma restano sullo sfondo. E quale miglior location se non dei tunnel chiusi e nascosti per decine di decadi?

L’esposizione più audace è Prison Times – Spatial Dynamics of Penal Environments che indaga il concetto di spazio/tempo all’intento di un carcere. Cinque sezioni (Entering, Eating, Monitoring, Cleaning, Sleeping Time) narrano, in modo minimale, tutti quegli arredi “che impongono movimenti precisi, letti pensati per annullare la personalizzazione, sistemi di sorveglianza integrati negli oggetti. Il tutto esposto come in uno showroom clinico, che gioca con i codici del retail per raccontare la logica di mercato che si nasconde dietro l’industria penale globale.”

Oltre a PRISON TIMES, ci sono anche due differenti esposizioni:  Bruther.fbx, un percorso immersivo nel lavoro dello studio francese Bruther. e Marble Journey a cura di Laurian Ghinițoiu, Giulia Albarello e Maria Jose Rubira che racconta “il percorso del marmo, dalla sua formazione geologica all’impiego contemporaneo nell’architettura e nel design, sollevando riflessioni sulla materia, sul valore simbolico e sulla sostenibilità.”

Al Tunnel 54 troviamo invece Boxes Show (tunnel 54), un progetto collettivo a cura di Sam Chermayeff: che ha spinto creativi e architetti a ripensare l’oggetto-scatola o la scatola-oggetto.

I tunnel 58-60 ospitano inoltre Edizioni Brigantino – grazie all’intuizione della designer Valentina Lucchetti e delll’artista multidisciplinare Canedicoda –, che trasferisce in questi spazi (fino a domenica 13 aprile) la giornata-tipo dello studio: una sorta di studio creativo aperto, e in continua mutevole condivisione e confronto con il pubblcio.

All’interno dell’arcata del tunnel 64 vive invece F/A DIS!NTEGRATE, curato da Fake / Authentic, reti (fisicamente delle reti) che disegnano realmente il concetto di profondità e rendono tangibile il nostro (e i nostri) punti di vista.

Presente anche un bookshop dedicato al mondo dell’architettura e del design.


Massimo Demelas